Federico Fellini

Il 20 gennaio del 1920 nasceva, a Rimini, Federico Fellini da madre romana e padre romagnolo. Aveva due fratelli: Riccardo, di 1 anno più giovane e Maddalena, nata 7 anni dopo.

Forse non tutti sanno che oltre ad essere uno dei più grandi registi mai vissuti, fu anche, fin da ragazzo, un grande appassionato del mondo della vignetta, del giornalismo satirico e dello “scarabocchio”, iniziando a lavorare proprio in quell’ambiente.

 Esordì infatti con qualche pubblicazione su riviste come Marc’Aurelio e Il 420.

Sono molti gli aneddoti sulla sua vita che non tutti conoscono e che proponiamo in questo articolo. Sapevate, ad esempio, che Walt Disney gli dedicò un intero racconto su Topolino?

Oggi lo conosciamo come sceneggiatore, regista, scrittore e fumettista, ma fu molto di più: in una parola, un sognatore! Questo termine, che a lui calza a pennello, lo identifica pienamente. Si racconta a proposito della sua indole da visionario un buffo episodio: pare che all’età di 7 anni fuggì di casa per unirsi al circo.

La sua carriera fu una delle più longeve e produttive: regista e sceneggiatore di oltre una trentina di pellicole, il suo primo film “Lo sceicco bianco” nel 1952 fu un vero flop. Nonostante qualche difficoltà iniziale, Fellini durante la sua carriera ha ricevuto un numero incredibile di premi e riconoscimenti.

Scopriamo ora insieme 11 curiosità sulla vita di Federico Fellini, l’“inguaribile bugiardo”, come lo definì sua moglie Giulietta Masina, che ha fatto la storia del cinema mondiale:

1) Il sogno nel cassetto: una vita da circense

Se il cinema non fosse esistito, e soprattuto se non fosse riuscito ad aver successo come regista, Fellini avrebbe avuto un’insolita alternativa: diventare direttore del circo. Fin da bambino nutrì infatti una forte passione per le arti circensi, come ci dimostrò col suo tentativo di fuga. Questo interesse non si affievolì mai: oltre ad essere molto presente nei suoi film, nel 1970 fece un’intero documentario dedicato al circo, chiamato “I clowns“.

2) Vietato ai minori

Brignone, regista del film Maciste all’inferno del 1926, deve ringraziare Fellini per il – seppur tardo – successo della sua pellicola. Proiettato in anteprima alla Fiera di Milano del 1925, il film fin dagli esordi ebbe problemi con la censura, e venne bocciato durante la prima presentazione. Le rappresentazioni osé di corpi femminili immersi nei gironi infernali, nulla di troppo distante da quanto ci raccontava a parole Dante, suscitavano reazioni diverse e avverse tra il pubblico, oltre che non essere adatto alla visione dei bambini. Nonostante questo, seduto sulle ginocchia di suo padre, fu il primo film che Fellini vide da bambino, e durante un’intervista sulla sua infanzia, fu una delle prime opere che citò e positivamente.

3) Quando si dice “iniziare col botto” (ma si tratta di un flop)

Lo sceicco bianco, 1952, è il primo film interamente diretto da Fellini. Nonostante non ebbe successo alla Mostra di Venezia e venne anche boicottato dagli editori di fumetti, oggi è un film di culto, nuovamente presente nelle nostre sale in versione restaurata.

Il personaggio dello sceicco fu rappresentato da Alberto Sordi, reputato da Fellini un vero e proprio talento. Questo segnò l’inizio di un bel rapporto di amicizia e fiducia tra i due. L’anno successivo infatti, il regista riuscì a scritturare di nuovo Sordi per il secondo film, I Vitelloni. E per chi non se ne ricordasse, questo è anche il centenario della nascita di “Er Capoccione”, come lo chiamavano alcuni amici!

Foto da Wikipedia

4) “Immagina, puoi”

Nulla si sa, tutto si immagina: questa la citazione preferita dal nostro regista, appartenente a Fernando Pessoa, dal libro Una sola moltitudine, e ripresa nel suo film La voce della Luna del 1990. Il regista si riteneva, citando le sue stesse parole, “un artigiano che non ha niente da dire, ma sa come dirlo“, dimostrando più di una volta la sua umiltà. Nel 1963 infatti, alle prese con la stesura del film 8 1/2, ebbe una crisi di ispirazione, che lo aiutò però a capire di cosa avrebbe trattato: un regista che deve fare un film ma non sa più quale.

5) Tutti i premi di Fellini

Regista e sceneggiatore di oltre una trentina di pellicole, la sua carriera fu davvero ricca e produttiva, tanto da guadagnarsi diversi premi. Vinse l’Oscar per quattro dei suoi migliori film: La strada, 1954, Le notti di Cabiria, 1957, 8 1/2, del 1963 e Amarcord, esattamente dieci anni dopo; anche La dolce vita, nel 1960 gli fece ricevere la Palma d’oro al festival di Cannes. A conti fatti, con solo più un paio di film da ultimare, ricevette ancora il Leone d’oro alla carriera nel 1985 e, nel 1993 pochi mesi prima di morire, l’Oscar alla carriera da Sophia Loren e Marcello Mastroianni.

Fotogramma dal canale Youtube Oscars

6) L’esperienza nella rivista Marc’Aurelio

Dopo aver concluso il Liceo classico a Rimini, agli inizi del ’39 Fellini si trasferì a Roma. L’intento, o meglio la scusa, era di iscriversi all’Università di Giurisprudenza, ma la sua volontà era di intraprendere la carriera di giornalista. Infatti non diede mai esami. Al contrario iniziò a collaborare al periodico Marc’Aurelio, un’importante rivista satirica italiana fondata a Roma nel 1931, da Oberdan Cotone e Vito De Bellis. Ed è proprio su questa che buttò giù le sue prime riflessioni sulla natura spietata dell’amore, che riprese poi nella sceneggiatura de Lo sceicco bianco.

Fotogramma dal canale Youtube Mrbash85

7) 420 e Fellas

Come si legge nel libro “Federico: Fellini, la vita e i film” di Tullio Kezich, suo amico di lunga data, Federico iniziò a lavorare anche alla rivista 420, fondata da Giuseppe Nerbini e pubblicata in Italia tra il 1914 e il 1943. Nata all’epoca dell’intervento italiano nella Grande Guerra e chiamata così per ricordare il micidiale cannone tedesco in uso allora, il 420, pubblicava opere di satira e romanzi illustrati a puntate con impostazione umoristica e satirica. Tra questi ne appaiono moltissimi firmati “Fellas“, soprannome che il regista, poco più che 18enne, si assegnò.

Fotogramma dal canale Youtube Assianoris

8) Il vero maestro di Fellini

Dopo aver iniziato nel mondo del cinema come soggettista e collaboratore di scena, la svolta per il giovane Fellini arrivò quando conobbe Roberto Rossellini. Oltre ad assegnargli l’incarico di assistente volontario durante i film Paisà e Roma città aperta, fu proprio Rossellini a fargli scrivere il suo primo soggetto cinematografico (quello de “Il miracolo“, ideato per Anna Magnani in L’amore). Il regista, padre del neorealismo italiano, fu di grande ispirazione per Fellini: in una sua intervista dirà infatti “Rossellini mi ha insegnato a girare un film come fosse una gita in campagna con amici”.

9) Giulietta e le donne per Fellini

L’ammirazione e la tolleranza della moglie Giulietta Masina fu una vera fortuna per il nostro regista. In 50 anni di matrimonio, nonostante fosse al corrente delle molte, e tanto discusse, storie d’amore con altre donne disseminate durante gli anni, non lasciò mai il marito. Da Sandra Milo ad Anna Giovannini, Fellini fu sempre molto affascinato e attratto dal mondo femminile. Fu anche questo che spinse la moglie, in un’intervista, a definirlo un “inguaribile bugiardo“; aggettivo, bugiardo, che lo stesso Fellini si attribuiva quasi con orgoglio. Nonostante tutti i suoi amori proibiti, provò sempre un forte sentimento di gratitudine per la moglie, raccontando anche, della prima volta che si videro: “Il nostro primo incontro io non me lo ricordo, perché in realtà io sono nato il giorno in cui ho visto Giulietta per la prima volta!“.

Foto da Wikipedia

10) Le iniziative per il centenario

In occasione del suo centenario, sono tante le iniziative avviate sul territorio italiano per celebrarlo al meglio tra mostre, eventi, proiezioni e pubblicazioni. Tra queste, verrà pubblicato Federico Fellini, Dizionario Intimo per parole e immagini, di Daniela Barbiani, nipote e sua assistente alla regia dal 1980 al 1993, per i suoi ultimi quattro film. Il 20 gennaio 2020 è anche uscito il francobollo con riprodotto un suo autoritratto, nello stile tipico del regista, tratto dal Libro dei sogni, un diario ove il regista annotava i suoi sogni sotto forma di disegni.

11) L’insospettabile rapporto con Walt Disney

L’ultima curiosità sul nostro celebre regista, riguarda il suo rapporto con Walt Disney. Dopo essersi conosciuti ad Hollywood, in occasione del ritiro dell’Oscar per il film La Strada da parte di Fellini, nacque un bel sentimento di stima fra i due. Sempre da Repubblica si evince infatti che Walt Disney, nel 1991, gli dedicò una storia nel suo celebre Topolino, intitolata La strada, dall’omonimo film del 1954, e una piccola festa a Disneyland con una banda che suonava il motivo del film.

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