legge-saman-contro-matrimonio-forzato
Advertisement

La Camera dei deputati ha approvato il disegno di legge che prende il nome da Saman Abbas, la ragazza pakistana scomparsa circa un anno fa per aver rifiutato un matrimonio forzato. Se anche il Senato darà il via libera alla legge, le vittime di matrimoni combinati potranno richiedere immediatamente il permesso di soggiorno annuale. Riusciranno così a liberarsi delle pressioni e delle violenze della famiglia d’origine.

Cosa prevede la Legge Saman

La vicenda di cronaca nera che ha coinvolto Saman Abbas ha scosso profondamente l’opinione pubblica italiana. Ancora oggi, la scomparsa della giovane pakistana è avvolta dal mistero. Da quel 30 aprile 2021, la 18enne è sparita nel nulla. Dei 5 indiziati, 3 si trovano in carcere mentre la madre e il padre sono fuggiti. Il risultato di questa tragedia è che il corpo di Saman Abbas non è ancora stato trovato e nessuno ha confessato l’omicidio.

Nel corso di questo lungo anno tra i banchi della politica, malgrado la pandemia e la crisi economica, la deputata del Movimento Cinque Stelle Stefania Ascari è riuscita a depositare un disegno di legge dedicato proprio alla ragazza. La Legge Saman introduce il matrimonio forzato nell’elenco dei reati per le cui vittime è previsto il rilascio immediato del permesso di soggiorno. In questo modo, le ragazze che denunciano coloro che le hanno vendute o promesse ad un uomo, potranno ottenere i documenti necessari ad allontanarsi dalla famiglia d’origine.

L’OK di Montecitorio alla Legge Saman

La Legge Saman è stata votata in parlamento con un risultato importante: 381 voti favorevoli e 31 astenuti. Quello di Montecitorio è un segnale forte, come sottolineato in una nota anche dalla promotrice del disegno di legge Stefania Ascari. “Oggi l’aula ha lanciato un messaggio importante: la cultura dei matrimoni forzati fa parte di quelle tradizioni arcaiche e patriarcali che non ci appartengono e che un Paese civile non può e non deve accettare.”

La deputata ha inoltre fatto sapere che la legge riguarderà la tutela della vittima, ma anche colui che commette il reato. Per la famiglia che impone il matrimonio saranno adottate misure sanzionatorie, comprese anche la revoca del permesso di soggiorno e l’espulsione. Stefania Ascari ha infine aggiunto: “Non abbiamo potuto salvare Saman, ma abbiamo il dovere di predisporre misure a tutela di tutte le altre donne che avranno il coraggio di ribellarsi a situazioni di costrizione e pericolo.”

La legge andrà a completare la lista dei reati inseriti nel Codice Rosso. Chiunque costringa o minacci una persona a contrarre un matrimonio o un’unione civile potrà essere punito con la reclusione da 1 a 5 anni. La pena salirà da 2 a 7 anni nel caso in cui la vittima abbia meno di 14 anni.

Leggi anche

Diritti delle donne: quanta strada c’è da fare ancora in Arabia Saudita?

Polonia: le proteste per un aborto legale e sicuro

L’8 marzo tutti i giorni: perché è importante celebrare la giornata della donna?