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La principessa del Giappone Mako ha sposato il 26 ottobre 2021 il suo fidanzato Kei Komuro, un normale cittadino di origini borghesi. Una favola moderna dal retrogusto amaro che si realizza dopo tanti tentativi di boicottaggio. Un matrimonio rimandato da tempo, contrastato fortemente dalla famiglia imperiale ma anche dall’opinione pubblica e che le è costato titolo, eredità e privilegi.

Matrimonio civile e nozze per pochi intimi

La principessa Mako è la figlia maggiore del principe ereditario Akishino e di sua moglie, la principessa Kiko e nipote primogenita dell’attuale imperatore del Giappone Akihito. Nella giornata di martedì 26 ottobre 2021 è convolata a nozze con il fidanzato Kei Komuro, conosciuto ai tempi dell’università. 

Il matrimonio arriva dopo una serie di peripezie e la cerimonia, che si è svolta in forma privata, non ha avuto affatto i caratteri di una celebrazione imperiale. Esso infatti era stato annunciato nel 2017 e si sarebbe dovuto celebrare nel 2018 ma una serie di vicende lo hanno ritardato.

La rinuncia al titolo e all’eredità per amore

La principale causa che ha portato la famiglia reale e l’opinione pubblica del paese a contrastare il matrimonio tra la principessa Mako e Kei Komoro è il fatto che quest’ultimo non sia un nobile ma un semplice borghese.

Secondo la legge del 1947, che regola gli affari della famiglia reale giapponese, le donne che decidono di sposarsi con persone non nobili perdono il proprio titolo e ruolo istituzionale. La legge prevede comunque che queste possano sposarsi secondo la tradizione imperiale e che possano beneficiare dell’eredità che, per Mako, ammonta a circa 1,2 milioni di euro. La principessa però ha deciso di rinunciare anche a questi privilegi vista l’ostilità nei confronti del futuro sposo.

Perché il matrimonio è stato così contrastato?

Dietro tutta questa ostilità non c’è solo il ceto dello sposo ma alcune vicende che lo hanno coinvolto e che hanno provocato sdegno nell’opinione pubblica. Pare infatti che la madre di Kei Komoro si sia indebitata (di circa 30mila euro) per far studiare il figlio a New York e che i giapponesi abbiano visto come un oltraggio al pudore il suo arrivo in patria con il codino. 

Per noi può sembrare una sciocchezza, ma i tabloid giapponesi non hanno parlato d’altro per settimane quando, a inizio settembre, Komoro si è presentato alla conferenza stampa per l’annuncio del matrimonio con la coda invece che con un rigoroso taglio di capelli.

Lo stress della principessa Mako e la decisione di rinunciare a tutto

I giornali e i social giapponesi si sono dati un gran da fare per cercare di boicottare il matrimonio, tanto da portare la principessa Mako a seguire un percorso di psicoterapia. Gli insulti e la derisione però non sono stati abbastanza forti da scalfire l’amore che prova per il suo neo marito.

Nonostante sia la nona donna della famiglia reale dalla Seconda Guerra Mondiale a sposare un non nobile, lei è stata la prima a rinunciare anche alla cerimonia e all’eredità. Finiti i modesti festeggiamenti, la coppia si trasferirà a New York dove già Kei Komoro lavora come avvocato presso lo studio legale Lowenstein Sandler LLP.

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