postalmarket

Ha vestito intere generazioni e arredato le case degli italiani per quasi 60 anni. Oggi il leggendario catalogo di Postalmarket torna a vivere grazie ad una cospicua operazione finanziaria. L’intenzione è quella di risvegliare nel cuore di tutti noi l’affetto per quelle pagine che hanno fatto parte della nostra storia e pare che l’operazione nostalgia stia riuscendo bene.

La storia di Postalmarket

Il catalogo Postalmarket nasce nel lontano 1959 da un’idea dell’imprenditrice milanese Anna Bonomi Bolchini che decise di importare in Italia in modello statunitense di vendita per corrispondenza. L’intuizione fu a dir poco geniale. Un catalogo distribuito in tutte le edicole, tanti prodotti di abbigliamento e per la casa tra cui scegliere e una rete di distribuzione capillare.

La ricetta per il successo funzionò immediatamente e, di anno in anno, Postalmarket crebbe in maniera esponenziale. Il contesto in cui il catalogo ebbe tale successo era quello dell’Italia del boom economico. Le famiglie avevano potere d’acquisto ma sul territorio mancavano i grandi magazzini. 

L’andamento di Postalmarket è talmente positivo che nel 1976 viene inaugurato il nuovo stabilimento di 37.000 metri quadri a San Bovio. La struttura della frazione di Peschiera Borromeo era dotata di uno dei più grossi centri meccanografici italiani per il trattamento dati. Questa si trasformerà anche in uno dei primi call center per le telefonate dei clienti, che fino ad allora potevano ordinare i prodotti solo via posta. 

Il declino di Postalmarket

Nel 1980 la crescita di Postalmarket ha una prima battuta d’arresto. Le vendite però tornano a pieno regime nel 1984, complice il boom dei prodotti tecnologici come radio sveglie, walkman e orologi digitali. Tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90 Postalmarket è il leader italiano delle vendite per corrispondenza ma, purtroppo, il declino è dietro l’angolo.

A partire dal ’93 si assiste ad un lento declino e il marchio Postalmarket viene acquisito da diversi gruppi editoriali, (prima tedeschi, poi italiani) che non sono in grado di riportare in auge il catalogo. Nel 2007, con la gestione Bernardi, Postalmarket chiude definitivamente. 

Nel corso di questi anni, ci sono stati dei tentativi di trasferire il catalogo online ma con scarsissimi risultati. Il 25 luglio 2015, il tribunale di Udine dichiarerà il fallimento della società che stava tentando di traghettare il business su internet. A settembre 2018 però Stefano Bortolussi, attraverso un’operazione finanziaria, riesce ad acquisire il marchio e i domini Postalmarket, deciso a dare una nuova vita al catalogo cult. 

Operazione nostalgia: la rinascita di Postalmarket

Il 18 ottobre 2021 torna online il sito di Postalmarket dotato di shop mentre, per i più nostalgici, dal 23 ottobre è possibile anche trovare il catalogo in edicola con una splendida Diletta Leotta in copertina. 

Il nuovo Postalmarket, che ha mantenuto il suo sapore retrò, si sta lanciando anche sui social per cercare di risvegliare la memoria di ex lettrici e lettori, ma anche di intercettare nuovi potenziali clienti affezionati. “Se te lo ricordi lo hai sfogliato. Se l’hai sfogliato lo hai amato. E se non lo hai mai conosciuto, puoi farlo ora!” recitano i post sui canali Instagram e Facebook. E tra i commenti ci sono già molti affezionati che ricordano con affetto il catalogo con cui sono cresciuti e il jingle :”Con Postalmarket sai uso la testaed ogni pacco che mi arriva è una festa.”

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