Paola Egonu: perché l’Italia ha un problema con le sue atlete?

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Lo sport dovrebbe essere uno spazio di meritocrazia, di lealtà e di rispetto. Eppure, malgrado le dichiarazioni delle federazioni e le campagne di sensibilizzazione, lo sport è e rimane un luogo in cui si consumano alcuni dei peggiori capitoli di intolleranza del nostro Paese. La vicenda della pallavolista Paola Egonu è solo una delle tante. Vicende che ci ricordano quanto l’Italia sia ancora indietro per quanto riguarda di diritti civili e l’antirazzismo.

Gli attacchi razzisti a Paola Egonu

Il fatto che da giorni è sulla bocca di tutti e di cui hanno parlato giornali e televisioni riguarda una delle giocatrici più forti al mondo.

Dopo l’ultima partita dei Mondiali di pallavolo femminile per la conquista della medaglia di bronzo, Paola Egonu ha avuto un crollo. Il video in cui si sfoga con il suo procuratore ha fatto il giro del mondo: “Non puoi capire, non puoi capire. Sono stanca. Mi hanno chiesto anche se fossi italiana. Questa è la mia ultima partita in Nazionale.

Immediata la condanna. Le istituzioni si sono schierate dalla parte dell’atleta e nei giorni successivi sono arrivate anche altre dichiarazioni della giocatrice che hanno fatto capire cosa sia realmente successo. Gli insulti sono arrivati dai social, si sono sommati ai poco lusinghieri giudizi della stampa sportiva e a una delle stagioni più pesanti della sua carriera.

Un mix letale per una campionessa che però, ricordiamolo, è anche e soprattutto una ragazza di 24 anni.

Paola Egonu è il simbolo di una generazione nuova di italiani, nata sul nostro suolo nazionale, che ci rappresenta egregiamente nello sport ma che convive quotidianamente con la cattiveria umana. Con la rabbia di chi non si sente rappresentato da chi, come nel caso di Egonu, porta avanti battaglie importanti sui diritti civili.

Perché l’Italia ha un problema con la nuova generazione di atleti della Nazionale?

La Federazione ha fatto sapere che le porte della Nazionale per lei saranno sempre aperte, e anche Egonu ha fatto sapere che si prenderà un periodo di pausa per soppesare le sue scelte future. Ma indipendentemente da quale sarà la sua decisione, questo è stato un episodio davvero triste nella storia dello sport italiano e, purtroppo non si tratta di un caso isolato.

L’attacco a Paola Egonu, nata a Cittadella da genitori di nazionalità nigeriana, è solo uno di una lunga serie. Nel giro di questi 3 giorni, altre 2 atlete italiane hanno denunciato episodi simili. Una di queste è Zaynab Dosso, bronzo agli ultimi Europei nella staffetta 4×100.

È stata aggredita verbalmente mentre passeggiava a Roma. Una donna, dopo averle chiesto dei soldi, le ha urlato “P*****a straniera, torna nel tuo paese” davanti agli occhi increduli della sorella minore di soli 14 anni. 

A gettare un’ombra sulla nostra società, non sono tanto i gesti deplorevoli di alcuni quanto le mancate reazioni di tutti gli altri. Sì, perché malgrado le istituzioni possano condannare a parole questi episodi razzisti manca una vera e propria presa di posizione che dovrebbe essere netta e inequivocabile a tutti i livelli, dalla politica alla cittadinanza.

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