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E Raffaella canta a casa mia“, in queste parole della canzone di Tiziano Ferro si racchiude la figura di questo mito della televisione italiana che ormai faceva parte della quotidianità di tutti. La morte di Raffaella Carrà a 78 anni non ha lasciato un vuoto incolmabile solo nelle persone della sua generazione ma ha toccato anche il cuore dei più giovani, riempiendo il web e tanti profili social con la sua immagine.
Il suo caschetto biondo, la sua inconfondibile risata e la sua immancabile posa con le mani sui fianchi, talmente originale da riprodurla in una statuina formato Oscar per festeggiare i suoi primi trent’anni di carriera, hanno fatto di lei un’icona della TV di tutti i tempi.

Raffaella Carrà: la rivoluzione e l’esempio per le donne

Raffaella Carrà, pseudonimo di Raffaella Maria Roberta Pelloni, nata a Bologna nel 1943 ma cresciuta in Romagna, è stata presente in TV dalla fine degli anni sessanta fino alla sua morte. Definita la regina della televisione italiana, nella sua carriera si annoverano: sessanta programmi televisivi, trenta film, nove sceneggiati e 22 dischi tra platino e oro. In un sondaggio del 1984, Giovanni Minoli chiese di votare il personaggio più amato d’Italia e i risultati finirono addirittura sulla copertina del Radio Corriere: al primo posto Papa Woytila, al secondo Raffaella Carrà e al terzo posto, il Presidente della Repubblica, Sandro Pertini.

Lei che per prima, in una televisione in bianco e nero ancora un po’ bigotta, sfoggiò l’ombelico scoperto, nel 2020, è stata incoronata dal quotidiano britannico The Guardian come sex symbol europeo, definendola “l’icona culturale che ha insegnato all’Europa le gioie del sesso“. Ma la vera rivoluzione sessuale di Raffa non è stata nella sua pancia nuda, nelle sue canzoni o negli abiti sexy e bizzarri, ma negli spazi che è riuscita a conquistare nel suo lavoro. Infatti, nella tradizione del varietà il presentatore è sempre stato sempre un uomo ma lei era riuscita ad avere un luogo tutto suo, in grado di ricoprire il ruolo di presentatrice, autrice e di ideatrice di format.

Le ultime volontà segrete di Raffaella Carrà

Nonostante fosse un mito, Raffaella non ha mai perso la sua semplicità e anche nelle sue ultime volontà ha espresso la sua grande umiltà. Lei, che ha regalato per anni dolci sorrisi e tanta spensieratezza, non ha mai voluto rivelare a nessuno che fosse malata, tantomeno agli amici. Sole le persone più care hanno potuto starle vicino nei momenti difficili, facendo restare così immutato il suo ricordo, senza rovinarlo dai risvolti della malattia.
Una bara di legno grezzo e un’urna per le sue ceneri, queste le ultime volontà di Raffaella rivelate da Sergio Japino, il compagno di sempre, che le è stato accanto fino alla fine.

Ciao Raffaella, insegna agli angeli a ballare il Tuca Tuca e a noi mandacene uno più bello…ci mancherai!

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