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Alle 19:30, ora italiana, di giovedì 8 settembre 2022 se n’è andata una delle figure più importanti del ‘900 e dei primi 20 anni del nuovo millennio. La regina Elisabetta è morta all’età di 96 anni dopo un rapido aggravamento delle sue condizioni di salute. L’Inghilterra ora si appresta a mettere in atto quelli che in codice sono il protocollo London Bridge e l’Operazione Unicorno ma, cosa succederà dopo e quale sarà il futuro del regno?

La morte della regina Elisabetta II

L’annuncio della morte della regina Elisabetta II è arrivato, come da protocollo, con la frase: “Siamo appena stati informati della morte di Sua Maestà la Regina.” Il presagio era già nell’aria dal primo pomeriggio di giovedì 8 settembre quando la tv di stato britannica BBC ha interrotto la programmazione e tutti i cronisti si sono mostrati al pubblico vestiti a lutto. 

Un dettaglio che ha lasciato intendere subito che per la donna più importante del secolo le ore ormai erano contate. Sì, perché di quello che doveva essere il protocollo segreto sulla morte della regina, in realtà conosciamo ogni dettaglio ormai da anni. Secondo quanto previsto dal London Bridge, dopo l’annuncio della morte entro i 10 minuti successivi, tutte le bandiere del regno dovranno essere abbassate a mezz’asta dando così inizio ai 10 giorni di lutto nazionale.

Il protocollo London Bridge e l’operazione unicorno

I giorni che seguiranno la morte della regina Elisabetta sono stati denominati D-day e indicati poi come D+1 fino al D+10, giorno dei funerali. Come da protocollo infatti oggi, venerdì 9 settembre, il principe Carlo si recherà al parlamento e sarà proclamato re intorno alle 15:30 con la denominazione di Carlo III. Camilla, seconda moglie del primogenito di Elisabetta, diventerà così regina consorte.

Nei successivi 3 giorni, il nuovo re partirà per un viaggio che farà tappa nei parlamenti di Scozia, Irlanda del Nord e del Galles. Il quinto giorno partirà l’Operazione Unicorno, un delicatissimo viaggio su un treno speciale che trasporterà il feretro della sovrana a Westminster Hall. Se fosse spirata a Buckingham Palace, l’operazione, denominata Lion, sarebbe stata decisamente più semplice. 

Elisabetta II invece si trova attualmente nella sua residenza estiva in Scozia dove proprio ieri era stata raggiunta dai 4 figli e dai nipoti, compreso Harry. Un treno speciale la riporterà a Londra dove la salma sarà esposta pubblicamente per 3 giorni, 23 ore al giorno. Alle ore 12:00 del D+10, dopo 2 minuti di silenzio nazionale, di terrà il funerale della regina.

La regina Elisabetta e il suo inesauribile senso del dovere

La morte di Elisabetta II non è la semplice fine di una regina ma quella di una delle donne più potenti e controverse della storia recente. Con il record assoluto di 70 anni di regno, Elisabetta II ha saputo giocare un ruolo da protagonista in un mondo che stava cambiando velocemente. Ha traghettato la monarchia nella modernità, anche quando sembrava ormai un qualcosa di assolutamente anacronistico.

Due secoli di storia, la Seconda Guerra Mondiale, 15 primi ministri inglesi, 14 presidenti americani, 7 papi, i contrasti con la nuora Diana, le insinuazioni sullo zio simpatizzante nazista, il coinvolgimento del figlio Andrea nel caso Epstein, la Brexit, il Covid… Lei c’è sempre stata, mai come spettatrice passiva.

Incoronata nel 1953 a soli 26 anni, Elisabetta II ha trascorso la propria vita al servizio dei propri sudditi. Odiata da quel 30% di inglesi che vorrebbe una repubblica, criticata per gli scandali e per le scelte politiche, ritenuta algida e insensibile da alcuni, rimane comunque, indiscutibilmente, la regina più amata e celebre di tutti i tempi. 

Prima di lasciare questo mondo, a riprova del suo inesauribile senso del dovere, ha partecipato alle celebrazioni del Giubileo di Platino del regno e, solo pochi giorni fa, ha fatto in tempo a passare il testimone e a designare ufficialmente la nuova premier Liz Truss, 3ª donna a occupare la carica.

Il futuro del regno dopo la morte della regina Elisabetta

L’iter è già stato scritto ma in realtà tutto è molto più complicato del previsto. Il periodo di transizione, che porterà Carlo a essere il nuovo re, si dipanerà in un contesto estremamente difficile e controverso. Il primogenito di Elisabetta infatti salirà al trono a 73 anni, diventando così il principe proclamato re più anziano della storia del Regno Unito. Si dovrà misurare con la pesante eredità della madre, la sovrana più amata di tutti i tempi. Sopra le parti, amica del cambiamento, pur rimanendo il simbolo di una tradizione che deve resistere. Sarà all’altezza?

E poi ancora le questioni politiche, con le richieste di indipendenza di Scozia e Irlanda che lo attendono al varco, l’economia in crisi e l’inflazione alle stelle. Persino l’inno nazionale presto dovrà essere cambiato. E nell’immediato, la gestione del protocollo London Bridge. Dopo l’esperienza delle folle radunate per le strade di Londra per i matrimoni reali e i funerali del consorte, il principe Filippo, questa volta si teme una paralisi completa della capitale. Sì, perché questa volta non se n’è andata solo una regina ma una donna di proporzioni storiche gigantesche. 

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