poker
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Rappresentano uno dei passatempi più apprezzati, sono in grado di accomunare diverse generazioni e spesso sono un’ottima soluzione per tenere la mente allenata. I giochi di carte sono una vera e propria colonna portante dei momenti di socialità, un’attività dal fascino senza tempo che coniuga storia, tradizione e innovazione.

Su questo fronte, in particolare, basta pensare all’evoluzione digitale dei principali giochi che oggi trovano spazio in numerose applicazioni e siti dedicati. Che siano carte napoletane o francesi, numeri, semi e figure sono parte del patrimonio culturale collettivo, piccole grandi icone prese in prestito anche da arte, cinema e letteratura.

Ma come si diventa bravi a giocare a carte? Lo scopriamo a partire dalle regole del poker, ma prima facciamo un salto indietro nel tempo

Carte da gioco: in quale epoca nascono? 

Stabilire con esattezza l’epoca in cui le carte da gioco sono apparse per la prima volta nel mondo dello svago e dell’intrattenimento, non è molto semplice. Le prime testimonianze storiche legate a questa pratica risalgono alla Cina del X secolo.

Anche sul fronte europeo non è possibile fare riferimento a una datazione precisa, ma ci si orienta studiando i dettagli presenti tra le pieghe delle fonti, come ad esempio il 38° canone del concilio di Worcester (risalente al 1240), a cui spesso si attinge per provare la presenza delle carte da gioco in Inghilterra già a metà del XIII secolo: va detto, tuttavia, che la menzione dei giochi de rege et regina sia più verosimilmente assimilabile agli scacchi. 

Gode, invece, di maggior credito la tradizione che fa risalire la diffusione delle carte in Europa alla fine del XIV secolo: in accordo con questa teoria, a diffondere questo gioco furono i Mamelucchi egiziani, che già usavano un mazzo simile a quello moderno con 52 carte e quattro semi contenenti ciascuno dieci carte e tre figure. E proprio da questa composizione potrebbe aver preso il via una delle tradizioni più longeve e inossidabili della storia del gioco, un’attività che accomuna nonni e bambini, e che andremo a esplorare a partire dal poker. 

Giocare a poker, primo step

Fortuna, strategia, componente psicologica: sono questi i fattori principali che guidano una partita a poker. Riuscire a tenerli in equilibrio è fondamentale per acquisire esperienza e crescere di livello. Sebbene esistano molte varianti, le regole principali sono sempre le stesse, ed è su quelle che è fondamentale concentrarsi, prima di esplorare nuove formule di gioco. 

Il poker prevede che il mazziere distribuisca cinque carte a ciascun giocatore. Questi, a loro volta, avranno la possibilità di scartare due carte dalla propria mano e di riceverne altrettante. Al termine di questa operazione, che può essere effettuata solo una sola volta per mano, si parte con il giro di puntate, che si concluderà quando tutti i giocatori avranno fatto puntate di pari entità. A questo punto si scoprono le carte e chi ha il punteggio migliore vince. 

Per muovere i primi passi in questa disciplina è dunque fondamentale imparare bene le 10 combinazioni di carte più semplici e il relativo punteggio. Poi, con il consolidarsi dell’esperienza, si diventerà più padroni delle proprie mosse, tanto da potersi regalare momenti di adrenalina pura come accade quando si decide di andare all-in, scegliendo dunque di puntare tutte le chip per tentare il raddoppio. 

Imparare il Texas Hold’em

Una volta familiarizzato con le regole base, è possibile approfondire le altre versioni, come il Texas Hold’em. La versione texana, quella più conosciuta, prevede quattro giri di puntate nell’ambito delle quali ogni giocatore può compiere diverse azioni: 

  • fare check: il giocatore passa la parola a chi viene dopo di lui; 
  • chiamare: il giocatore punta la stessa somma scommessa dagli avversari; 
  • rilanciare: il giocatore aumenta di valore la puntata fatta in precedenza da un avversario;  
  • foldare: il giocatore passa, cioè abbandona la mano.

Pratica e costanza per diventare esperti

Diventare esperti nei giochi di carte come il poker richiede tempo, costanza e una buona dose di strategia, da affinare osservando gli altri giocatori, imparando a interpretare e decodificare i cosiddetti “tell”, ovvero segnali o piccoli gesti involontari che ci possono rivelare lo stato d’animo dell’avversario rispetto al tipo di mano in suo possesso.

Come ogni disciplina, anche il poker ha la sua liturgia e la sua ritualità; scoprirla e approfondirla significa entrare nel mood perfetto per la maggior parte dei giochi di carte. Provare per credere.