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Anche se comunemente viene chiamata Festa della donna, ciò che si celebra l’8 marzo è in realtà la Giornata Internazionale dei Diritti della Donna. Non si tratta di un bis di San Valentino, neanche di un anticipo di Festa della Mamma, tanto meno di un’altra giornata per l’eliminazione della violenza contro le donne (che si celebra il 25 novembre). No, l’8 marzo è una giornata per ricordare tutte le conquiste sociali, economiche e politiche ottenute e quelle per cui è ancora necessario battersi.

Le origini della Giornata Internazionale dei Diritti della Donna

I presupposti che portarono all’istituzione della Giornata della Donna, trovano le loro radici all’inizio del ‘900 quando, sia in Europa che negli Stati Uniti, le donne iniziano a rivendicare i propri diritti sociali, economici e politici. La prima vera e propria manifestazione fu il Woman’s Day del 23 febbraio 1909. Le donne americane scesero in piazza per protestare contro la differenza salariale con i loro colleghi maschi, le discriminazioni sessuali e per chiedere a gran voce il diritto al voto. 

Anche in Europa iniziarono a vedersi manifestazioni di questo tipo ma quella che segnò definitamente la storia si tenne a San Pietroburgo l’8 marzo 1917. Le donne russe si riunirono per chiedere la pace e per far crollare definitivamente lo varismo, ormai debole e anacronistico.

Dall’incendio alla fabbrica di New York all’ufficializzazione della giornata internazionale

È credenza comune che la Giornata Internazionale dei Diritti della Donna sia collegata all’incendio avvenuto a New York il 25 marzo 1911 nel quale persero la vita 146 lavoratori di cui 123 erano donne, principalmente giovani immigrate di origine italiana ed ebraica. In realtà, l’istituzione della Giornata a livello internazionale è qualcosa di molto più recente. Fu solo il 16 dicembre del 1977 che l’Assemblea generale delle Nazioni Unite propose ad ogni paese di dichiarare la Giornata delle Nazioni Unite per i diritti delle Donne e per la pace internazionale. La maggior parte di essi, decise di celebrarla l’8 marzo.

Nel corso del tempo dunque essa assunse caratteri più o meno politici. A seconda del momento storico, fu cavalcata da istanze femministe, dal desiderio di liberazione sessuale o di sorellanza tra i popoli. Tuttavia rimase (e rimane tutt’oggi) un preziosissimo momento di riflessione e di confronto. Quella che si celebra oggi, nel 2022, è inevitabilmente connessa al dramma della guerra in Ucraina. Le donne di questo paese che stanno fuggendo dagli orrori dell’attacco russo intraprendendo viaggi pericolosissimi per superare i confini.

La Giornata della Donna in Italia

In Italia la Giornata internazionale della Donna si tenne per la prima volta nel 1922, per iniziativa del Partito comunista d’Italia. Si celebrò il 12 marzo, prima domenica successiva al simbolico 8 marzo russo.

Nel nostro paese è tradizione festeggiare regalando la mimosa, un’unicum vista anche la scarsa diffusione nel resto del mondo di questo albero. Esso apparse alle manifestazioni per la prima volta l’8 marzo 1946 grazie a Teresa Noce, Rita Montagnana e Teresa Mattei. Bella ed apparentemente delicata, la mimosa è in realtà un fiore estremamente tenace e resistente, proprio come le donne. Per questo motivo le politiche e attiviste italiane del dopoguerra, decisero di sceglierla come simbolo.

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