House of Gucci

Il nuovo film di Ridley ScottHouse of Gucci uscito il 16 dicembre nelle sale cinematografiche ha ottenuto pareri contrastanti dalla critica, in particolare a causa di alcuni cliché sugli italiani presenti all’interno della pellicola. Vediamone alcuni! 

L’interpretazione degli attori 

All’interno del film troviamo attori come Stefani Joanne Angelina Germanotta, alias Lady Gaga e Adam Driver che interpretano il ruolo di protagonisti di tutta la vicenda rispettivamente come Patrizia Reggiani e Maurizio Gucci, il rampollo della famiglia Fiorentina. Sono contornati da altri grandi nomi come ad esempio Jared Leto o Al Pacino, nelle vesti di Paolo Gucci il primo e Aldo Gucci il secondo.
Riguardo alle interpretazioni ci sono state delle critiche circa un inglese troppo italianizzato: molto spesso sembrava che gli attori si sforzassero di parlare in italiano, tanto da chiedersi perché il regista non avesse preferito una recitazione in lingua inglese in modo da rendere il dialogo più fluido. Inoltre, l’inserimento di intercapedini come “ciao bella” non hanno aiutato a creare empatia, ma solo a sottolineare quello stereotipo americano nei confronti degli italiani.  
Sbagliata è stata invece la rappresentazione di Jared Leto riguardo al cugino di Maurizio Gucci, Paolo. Secondo le parole della vera famiglia Gucci infatti non assomiglia nemmeno fisicamente al vero Paolo che troviamo nelle fotografie d’archivio.  

Altri elementi di italianità secondo l’America 

Vediamo la famiglia Gucci e i suoi membri rappresentati come evasori fiscali e ostili al pagamento delle tasse, facendo emergere la figura caricaturale dell’italiano che cerca di approfittarsi dello stato con qualsiasi mezzo a sua disposizione.

Un altro particolare che forse si poteva evitare all’interno del film è il voler sottolineare il fatto di essere in Italia e per questo necessariamente guidare ascoltando musica lirica, la quale accompagnerà anche altre scene del film, e mangiare ad ogni ora cibi tipici della tradizione culinaria italiana, così come essere devoti, un richiamo all’italianità che ci contraddistingue. 

La risposta del regista 

Ridley Scott risponde alle critiche che gli sono state mosse, soprattutto a quelle provenienti dalla famiglia Gucci che lo accusano di aver dipinto Patrizia Reggiani in House of Gucci come una vittima e di non aver dato il giusto riconoscimento agli altri membri. Lui afferma di non aver mai voluto una vera rappresentazione della realtà e che si tratta comunque di una sceneggiatura in chiave di commediale, di conseguenza è normale la presenza di adattamenti.  
La rappresentazione dei personaggi è stata fatta nel modo più veritiero possibile, con riferimento a fotografie dell’epoca, ma con la necessità di improvvisare circa il modo di parlare – in particolare la critica era riferita al personaggio di paolo Gucci.