Bambini e adolescenti insonni: come aiutarli e quali sono le conseguenze

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I bambini tra i 6 mesi e i 3 anni dovrebbero dormire circa 11 ore al giorno, quelli più grandi 9, gli adolescenti dai 14 anni in su almeno 8 ore per notte. La fotografia restituita da diversi studi recenti in ambito europeo però ci mostra uno scenario ben diverso. Il numero di bambini e adolescenti insonni è in aumento. Un dato allarmante, perché le conseguenze possono essere anche gravi. Adulti e genitori come possono aiutarli?

L’insonnia nei bambini e le sue conseguenze

L’Institut National du Sommeil et de la Vigilance, ente che dal 1901 si occupa del benessere del sonno dei francesi, ha rivelato che i disturbi del sonno tra i piccoli e piccolissimi sono in aumento.

Quasi il 76% dei bambini tra i 6 mesi e i 3 anni non dorme a sufficienza. In Italia la cifra è tra il 20 e il 30% dei bambini, anche se non sono stati condotti ancora studi riferiti all’ultimo biennio. Il professore Fabio Cirignotta, neurologo responsabile della Sleep Clinic della clinica privata Villalba di Bologna, ha spiegato infatti a IoDonna che il problema è aumentato per i bambini come per gli adulti in seguito alla pandemia.

Per i più piccoli il problema dell’insonnia è spesso collegato a cattive abitudini.

Necessitano infatti di una routine e, se questa viene meno, possono insorgere problemi di insonnia. Non stabilire un orario preciso, abituarli a dormire solo in presenza di un genitore o ancora stimolarli con dispositivi elettronici prima dell’ora della nanna sono solo alcune delle pessime abitudini che possono incidere sulla qualità del sonno.

Il problema non riguarda solo la sonnolenza o l’irascibilità mattutina. Lo studio francese ha rivelato infatti che i bambini insonni rendono meno a scuola e hanno più probabilità di soffrire di obesità. Alimentazione e sonno sembrano cose distanti ma in realtà la privazione del riposo stimola la produzione della germina, l’ormone che favorisce l’appetito abbassando invece i livelli di leptina, quello del senso di sazietà. 

Adolescenti nottambuli a rischio

I risultati dello studio condotto dal Centro Nazionale Spagnolo per la Ricerca Cardiovascolare di Madrid, che si è concentrato sul sonno degli adolescenti, è ancor più sconfortante. Solo il 34% dei 12-13enni dorme a sufficienza. La percentuale scende al 23% per i 14enni e a solo il 19% se si prendono in analisi i 16enni.

Oltre al basso rendimento scolastico e alla maggiore esposizione al rischio di sovrappeso e obesità, in questa fascia d’età subentra anche l’ombra delle dipendenze.

La situazione degli adolescenti infatti è estremamente complessa, perché molti di loro si privano del sonno volontariamente, quasi per sfidare il proprio corpo.

I ragazzi cercano di addormentarsi sempre più tardi, contrattando sull’orario di rientro dalle uscite con gli amici o rifugiandosi nel buio delle proprie camere davanti allo smartphone, ai videogiochi o sui social. In questo squilibrio, l’organismo risponde con un continuo appetito e, nei casi più gravi, si può manifestare una insulino-resistenza che favorisce l’obesità ma che può portare anche al diabete.

Inoltre, grazie a recenti studi, l’insonnia è stata messa in relazione anche al problema delle dipendenze da alcol, droghe e farmaci.

Secondo quanto emerso, uno dei possibili motivi riguarda, ancora una volta, gli squilibri ormonali. L’aumento della orexina favorisce la veglia ma riduce la capacità di autocontrollo. Il dato è da leggere anche in relazione all’allarmate crescita di abuso di psicofarmaci. Per i giovanissimi sono le nuove droghe, più facili da reperire e che passano decisamente più inosservate rispetto alle sostanze illegali.

Cosa possono fare gli adulti

Contrastare l’aumento del numero di bambini e adolescenti insonni è possibile adottando una serie di buone pratiche. Ovviamente prima si inizia, più diventeranno naturali e automatiche per il bambino ma, anche per gli adolescenti, valgono le stesse raccomandazioni.

In primis occorre mantenere la camera ordinata, pulita e accogliente, con la temperatura giusta e far indossare ai figli pigiami adeguati alla stagione. 

Dovremmo poi impegnarci affinché orari e routine vengano rispettati il più possibile, così come il divieto di uso di smartphone, tablet, pc e TV almeno nelle 2 ore precedenti al caricamento. Anche una corretta attività fisica durante il giorno può essere utile, cosicché i bambini e ragazzi arrivino effettivamente stanchi al momento della nanna.

Possiamo poi aiutarli anche con tecniche di rilassamento come coccole e massaggi, una tisana calda o qualche esercizio di respirazione.

Se però notate che la situazione non cambia, allora meglio rivolgersi al medico. Potrebbe trattarsi di problemi fisici come apnea, crampi o russamento oppure di problemi psicologici come stress, paura del buio, bullismo o depressione. Fondamentale è non ignorare il problema perché, come abbiamo visto, le conseguenze potrebbero essere gravi.

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