Madri disfunzionali: quando una figura genitoriale diventa tossica

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Fare i genitori è un mestiere difficile e soprattutto non è una scienza esatta. Ogni persona reagisce alle responsabilità genitoriali in maniera diversa, talvolta inaspettata o inconsapevole. Una situazione che riguarda in egual misura sia mamme che papà. Oggi però andremo a indagare le madri disfunzionali, quelle cioè che hanno un’influenza molto negativa sulla crescita psichica ed emozionale dei propri figli.

Come dovrebbe essere una “buona madre”

Siamo abituati a pensare che tutte le mamme siano amorevoli e accudenti, piene di energie e propositive, complici e autorevoli con i propri figli. In realtà questo è il modello imposto dalla società e dalla cultura in cui siamo immersi, assolutamente distante dalla realtà.

Fare il genitore è difficile, essere all’altezza di queste aspettative è praticamente impossibile.

Quel che accade nella testa e nel cuore di una donna che diventa madre è assolutamente imprevedibile. Il più delle volte rientriamo in quella grande categoria descritta dal pediatra e psicoanalista Donald Woods Winnicot della madre sufficientemente buona. Talvolta però alcune madri assumono comportamenti tossici per la corretta crescita psichica ed emotiva dei propri figli. 

Questo tipo di meccanismi è stato largamente studiato in psicologia. La dottoressa Marina Valcarenghi, ad esempio, ha scritto il libro Mamma non farmi male.

Ombre della maternità. Ciò che emerge è che, nella maggior parte dei casi, si tratta di reazioni inconsapevoli, dettate da traumi subiti a propria volta durante l’infanzia o comunque di meccanismi di difesa, quasi l’inconscio rigettasse il ruolo assegnato. La psicologa Anna De Simone, in un articolo pubblicato su Psicoadvisor, ha individuato 6 categorie (o macro-gruppi) di madri disfunzionali. Oggi ci concentreremo su questi per capire meglio di cosa stiamo parlando.

Le categorie di madri disfunzionali

Per facilitare l’elenco e la comprensione di questi meccanismi disfunzionali, la psicologa De Simone ha identificato 6 profili di madri tossiche per i propri figli.

La prima è la cosiddetta madre totale. Si tratta di una donna che si annulla completamente per i propri figli ma che, in cambio, pretende amore incondizionato. Si tratta di un vero e proprio ricatto emotivo che si ripercuoterà sulle relazioni che i figli instaureranno con amici e partner una volta adulti, tendendo a riprodurre forme di dipendenza simili.

La madre nera è, secondo la psicologa, una donna estremamente negativa, ostile e giudicante nei confronti dei figli. Quest’ultimi cresceranno privi di autostima, provando un costante senso di inadeguatezza. La madre vittima invece si lamenta costantemente della propria vita cercando nei figli un supporto.

I bambini in questo caso si ritrovano a vivere un’esistenza rovesciata nella quale fanno da genitori alla madre fragile. 

E così anche la madre depressa non offre l’adeguata protezione alla propria prole, facendola sentire inutile e non abbastanza importante. In questo caso le reazioni potrebbero essere diverse e divergenti. In alcuni casi i figli potrebbero sviluppare una forma di accudimento tossico nei confronti del genitore, maturando prima del tempo. Diversamente, potrebbero diventare adulti privi di passioni, apatici ed emotivamente immaturi.

La madre narcisista e quella istrionica

Le ultime 2 categorie di madri disfunzionali elencate nell’articolo sono quelle della narcisista e dell’istrionica.

La madre narcisista è piena di aspettative nei confronti dei propri figli. Se ne vanta, a patto che soddisfino esattamente i suoi desideri. È il caso della madri che obbligano i figli a fare un determinato sport, suonare uno strumento o scegliere un indirizzo di studio. Così facendo li priva della libertà di scelta e il messaggio che trasmette ai bambini è che l’amore è condizionato.

Infine la madre istrionica. Si tratta di una donna piena di sé, che si ostina a sembrare più giovane ed eccentrica dei propri figli. Questo meccanismo si manifesta con atteggiamenti eccessivi, con la ricerca forzata ed estenuante di fare l’amica dei propri figli, mettendoli spesso in imbarazzo.

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