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Tra le 5 donne che co-condurranno il prossimo Festival di Sanremo ci sarà anche lei, Drusilla Foer. Il suo nome non è di certo nuovo al grande pubblico ma, in vista del 1º febbraio, proviamo a scoprire qualcosa in più sulla nobildonna toscana dai capelli argentati.

Chi è Drusilla Foer

Cantante, attrice, conduttrice radiofonica nonché personaggio televisivo e fenomeno del web. Drusilla Foer è un’artista a tutto tondo e presto la vedremo sul palco dell’Ariston al fianco di Amadeus. 

Il nome d’arte Drusilla, secondo quanto raccontato in un’intervista, deriva da quello del battello che ospitò una notte di passione dei suoi nonni, mentre Foer è il cognome del suo secondo marito, il belga Hervé Foer, del quale è rimasta vedova.

Dopo aver raggiunto la fama su internet, è approdata al cinema, come attrice per Ferzan Ozpetek nel film Magnifica Presenza. In televisione si è fatta conoscere come giudice a Strafactor, editorialista a Matrix Chiambretti su Canale 5 e ospite fissa a CR4 – La Repubblica delle Donne e a Ciao maschio. Oggi si occupa principalmente di radio, teatro e programmi televisivi.

Da quando il direttore artistico ha reso noto il suo nome nella rosa delle co-conduttrici, la nobildonna toscana è sulla bocca di tutti e ogni testata nazionale si sta occupando di lei. Ma perché tutto questo rumore? Beh, perché si tratta della prima conduttrice ‘en travesti’ nella storia della più popolare manifestazione canora d’Italia.

Drusilla Foer e Gianluca Gori

Drusilla Foer è nata, ormai diversi anni fa, dalla fantasia di Gianluca Gori. Quest’ultimo, classe ’67, è un fotografo e pittore che vive e lavora a Firenze. Da quando ha creato Drusilla, la nobildonna dalla chioma argentata ha preso vita fino a diventare una vera e propria entità autonoma che ‘condivide’ lo stesso corpo con il suo ideatore. In un’intervista di qualche anno fa, Drusilla aveva addirittura risposto provocatoriamente di non conoscere nessun Gianluca. 

Nella sua biografia online, le informazioni sul passato di Gianluca e Drusilla si fondono e si confondono: “Ho un certo numero di anni che tendo a non prendere in considerazione. Qualcuno mi definisce un’icona di stile, ma tenderei a lasciar perdere. […] Quello che è certo è che sono senese, sono cresciuta a Cuba dove la mia famiglia si trasferì perché babbo mio era diplomatico.” 

E prosegue: “La stampa adora definirmi una nobildonna. Non lo sono affatto. Provengo certamente da una famiglia privilegiata, ma ho ricevuto un’educazione antiborghese che tende all’essere liberi.” Riguardo poi il proprio percorso racconta: “Ho vissuto a Parigi, Chicago, Bruxelles, Madrid, Viareggio e New York. Nella grande mela aprii un negozio di usato, il Second Hand Dru, che divenne in poco tempo un punto di ritrovo di artisti, pensatori, rock star e persone semplicemente speciali. Sono tornata in Italia da dieci anni e adesso abito a Firenze.”

Infine, riferendosi ad una figura chiave della propria vita e dei propri sketch, afferma: “Il mio unico lusso è Ornella, assunta anni fa come domestica ma divenuta figura centrale della mia vita. A lei devo tutta la solidità che posseggo.” 

Inoltre, diversamente da quanto tempo fa era circolato, Drusilla ha alle spalle 2 (e non 5!) matrimoni. Il primo con un texano, il secondo con il suo grande amore, Hervé Foer.

La prima conduttrice ‘en travesti’ del Festival di Sanremo

In tempi non sospetti, precisamente in un’intervista a Libero Quotidiano nel 2017, Drusilla Foer aveva dichiarato: “Farei volentieri la valletta a Sanremo, adorerei.” Aggiungendo ironicamente poi: “Ma forse sono troppo alta, 1 e 85.”

Oggi invece quel desiderio è diventato realtà e non si tratta solo di un traguardo raggiunto per l’artista. La scelta di affidare la co-conduzione ad una donna ‘en travesti’ (alla francese, come ama definirsi) è un potentissimo messaggio di inclusività che Amadeus e la Rai hanno scelto di abbracciare.

L’annuncio, accompagnato da una generale standing ovation, ha scatenato anche una serie di polemiche. Non sono mancate le battute e i commenti sgradevoli da parte di coloro che ancora oggi, nel 2022, sentono l’esigenza di etichettare ed insultare tutti coloro che non rispettano i canoni tradizionali del sistema binario uomo/donna.

Malgrado ciò, una cosa è certa: Il Festival di Sanremo 2022 non è ancora iniziato ma ha già la sua icona.

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