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È tempo di grandi ritorni, non solo nel mondo della TV e del cinema, ma anche della musica. Max Pezzali sulla reunion degli 883 ha rilasciato una dichiarazione a Soundsblog che fa sognare i fan perché ha fatto intendere che è un’ipotesi da non escludere. Il cantante è comunque impegnato in questo momento con l’uscita del suo nuovo album, Qualcosa di nuovo.

Le parole di Max Pezzali sulla reunion degli 883

Anche se ormai dal 2003 il gruppo si è sciolto, gli 883 sono rimasti nell’immaginario di molte persone. Già l’anno scorso, Max Pezzali aveva invitato a San Siro Mauro Mauro Repetto, fondatore degli 883 insieme al cantante, dove il 10 luglio si sarebbe dovuto tenere il suo concerto che a causa della pandemia è ovviamente saltato come tutti gli altri. Quell’invito era stato uno spiraglio di speranza per i fan che si augurano che la band si ricomponga.

Ieri, un articolo uscito su Soundsblog ha riacceso le speranze. Max Pezzali sulla reunion degli 883 ci è andato cauto, ma non ha escluso nessuna ipotesi, spiegando che è in contatto con Repetto: “Intratteniamo dei rapporti via mail, saremmo comunque distanziati perché abitiamo lontani. Recentemente ci siamo scambiati dei file: lui mi ha mandato delle tracce a cui sta lavorando, delle cose interessanti. Voglio provare a vedere di lavorarci sopra“. Poi, ha aggiunto: “Con lui tutto prosegue. Secondo me qualcosa dobbiamo inventarci, al di là di San Siro. Si è messo sotto con la chitarra, ci sta mettendo impegno con la musica e potrebbe essere una cosa interessante. Lo seguo con attenzione e vedo se possiamo fare qualcosa insieme“.

Nuovo album in uscita per Max Pezzali

Le notizie però non si esauriscono alle dichiarazioni di Max Pezzali sulla reunion degli 883. Infatti, il cantante ha annunciato per il 30 ottobre l’uscita del suo nuovo album, Qualcosa di nuovo, che sarebbe dovuto uscire ad aprile.

Rispetto alla situazione di emergenza e crisi dovuta al Covid-19, Max Pezzali ha affermato ai microfoni de Il Fatto Quotidiano: “Mi sarei aspettato di tutto persino l’arrivo degli zombie alla ‘Walking Dead’, ma di certo non questa pandemia. Avevo una tale fiducia nella scienza e nella tecnologia da pensare che negli anni 2000 un evento del genere fosse impossibile accadesse“. Poi, ha precisato: “Quindi questa immensa fiducia nei nostri mezzi, nella scienza e nella tecnologia ci ha portato a sottovalutare l’imponderabile e l’invisibile. Siamo tornati d’un tratto uomini nudi davanti a qualcosa che non possiamo controllare“.

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