Non è la Rai

Esattamente 30 anni fa andava in onda la prima puntata di Non è la Rai. Il teen-show pomeridiano è uno dei programmi simbolo della televisione italiana degli anni ’90. Ideata e diretta da Gianni Boncompagni, la trasmissione viene tutt’oggi riconosciuta come una vera e propria rivoluzione nello spettacolo nostrano.

Non è la Rai: 30 anni fa la prima puntata

Il 9 settembre 1991 su Canale 5 andava in onda la prima puntata di Non è la Rai. Il format nasce da un idea di Irene Ghergo e Gianni Boncompagni, che si occupa anche della regia. In totale sono state prodotte 4 edizioni della trasmissione, condotto negli anni da differenti volti noti dello spettacolo italiano. È Enrica Bonaccorti a salutare per la prima volta il pubblico della trasmissione, nel primissimo pomeriggio sulla rete ammiraglia Mediaset. Dopo di lei arriva poi il turno di Paolo Bonolis (1992-1993) e dell’allora giovanissima Ambra Angiolini (1993-1995).

I presentatori vengono affiancanti da altri protagonisti, molti dei quali iniziano la propria carriera nello spettacolo proprio grazie al format. Da Claudia Gerini a Antonella Elia, passando per Sabrina Impacciatore, Laura Freddi e molte altre: sono tantissimi i nomi di attrici, cantanti, conduttrici e showgirl che hanno mosso i primi passi proprio a Non è la Rai.

Non è la Rai: l’origine del nome della trasmissione

Con Non è la Rai, Gianni Boncompagni vive il suo esordio come regista sulle reti del gruppo Fininvest. Il titolo scelto per la sua trasmissione rimane a lungo oggetto di critiche. In molti infatti vi intravedono un intento polemico. Boncompagni non asseconda mai queste indiscrezioni, rivelando al contrario di essersi ispirato alla canzone No, non è la BBC del suo storico programma radiofonico Alto Gradimento.

L’intuizione del regista si rivela fortunata, così come le sue scelte in merito al cast. Boncompagni seleziona personalmente le giovani protagoniste, offrendo loro la possibilità di trasformarsi in veri e propri idoli dei teenager.

Non è la Rai: il programma, la scenografia, i giochi

La scenografia scelta per Non è la Rai vuole ricordare le quattro stagioni e nella parte dedicata all’estate viene collocata una piscina, usata dapprima a tutti gli effetti dalle ragazze e resa un semplice elemento “d’arredo” in seguito. Le protagoniste si esibiscono in giochi telefonici, balletti, canzoni e coreografie. Spesso appaiono tutte insieme sulla scena, collaborando e interagendo in sketch, che mettono in mostra la loro doti recitative.

A dimostrazione del grande successo ottenuto dal programma, la produzione decide di creare un vero e proprio merchandising firmato Non è la Rai. Dischi, diari, quaderni, album di figurine, t-shirt: tutto va sold-out in pochissimo tempo.