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Il rimborso del quinto, nella sua interezza, oggi è finalmente realtà. Tramite le sentenze dell’ABF, l’Arbitro Bancario Finanziario che si occupa della risoluzione alternativa delle controversie che sorgono tra i clienti e le banche, sono tantissimi i cittadini che piano piano stanno ricevendo le somme che gli spettano. Ma sono altrettanti però, se non di più, quelli che potrebbero riceverle ma non hanno ancora fatto ricorso. Il perché? La maggior parte degli italiani non è a conoscenza della possibilità di ottenere queste somme.

Il rimborso della cessione del quinto spetta, infatti, a tutti quei cittadini che hanno estinto anticipatamente o rinnovato un contratto di cessione del quinto. Spetta all’istituto di credito restituire al sottoscrivente una somma finale che include gli oneri non goduti e non solo. Questo lo ha stabilito la sentenza, denominata Lexitor, della Corte di Giustizia Europea che nel 2019 ha puntualizzato che i consumatori hanno diritto a ricevere oltre ai costi recurring, che comprendono le spese legate alla durata del rapporto di credito, anche quelli up front che indicano tutti gli adempimenti preliminari alla concessione del finanziamento e che prima della sentenza UE non venivano quasi mai rimborsati.

È così che oggi le cose stanno cambiando. I cittadini grazie a questa nuova normativa possono fare ricorso e vedere riconosciute finalmente le somme che gli spettano. Sono i numeri che lo attestano descrivendo uno spaccato ben preciso di quello che accade in Italia. I consumatori iniziano, infatti, a prendere coscienza di quello che accade: ci sono delle somme che gli competono ma che le banche non gli hanno riconosciuto. Grazie alle nuove disposizioni, queste però, possono essere non solo calcolate ma anche rimborsate.

Sono tanti, ad oggi, In Italia i riscontri positivi che i cittadini hanno avuto da parte della giustizia con l’ABF che si è espressa con parere favorevole per il consumatore. Per il 2020 sono state oltre 23 mila le decisioni a riguardo con rimborsi approvati che sfiorano i 2 milioni di euro.

A queste somme già di per sé molte alte, c’è da aggiungere però, il fatto che ancora molte, troppe, sono le persone che non conoscono questa possibilità. I soldi ancora trattenuti ingiustamente dalle banche? Una cifra che fa accapponare la pelle: circa 500 milioni di euro che ogni anno si perdono a discapito dei consumatori.

Insomma qualcosa è stato fatto ma c’è ancora molto da fare. Serve maggiore trasparenza nella comunicazione che intercorre tra i consumatori e gli istituti di credito. I cittadini non conoscono la possibilità del rimborso del quinto in seguito a estinzione anticipata o rinnovo del contratto ma neanche le banche si impegnano a fornire i dati corretti. Il motivo? Questo è tutto da definire, tra chi cerca di fare un po’ il furbetto e chi ancora non è a conoscenza di questa nuova attuazione legislativa e si affida alla vecchia prassi.

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Oggi le cose sono finalmente mutate e non si può rimanere ancora indietro. Serve cambiare il passo e riconoscere a tutti la possibilità che gli spetta di diritto. Farlo non è assolutamente difficile. A spiegarcelo è direttamente l’esperto Paolo Chianta, fondatore di RDQ Consulting, la società che si schiera al fianco del cittadino che ha bisogno di assistenza legale e finanziaria, per risolvere delle anomalie contrattuali e di rimborso. A lui abbiamo posto alcune domande, tra le più comuni e ricorrenti tra i cittadini.

Cosa è necessario fare per ottenere il rimborso del quinto?

Innanzitutto chiamarci e al resto pensiamo noi. Il cittadino non deve fare praticamente nulla, se non segnalarci il tipo di rata estinta e la banca con la quale aveva stretto il contratto. Tutti i documenti che servono li recuperiamo noi, il consumatore deve solo firmare l’atto di procura che ci autorizza a procedere e agire per nome e per conto suo stabilendo che nulla ci è dovuto se la pratica non va a buon fine ma che ci viene riconosciuta, invece, una somma all’avvenuto rimborso. Prima procediamo con le pratiche di reclamo verso la banca, se questo ha esito negativo si prosegue con il ricorso all’ABF. Tutte queste procedure le gestiamo noi in completa autonomia.

Che tipo di documenti servono per fare tutto questo?

Due i documenti fondamentali che servono: la copia del contratto estinto anticipatamente e il relativo conteggio di estinzione.

E se ne manca qualcuno, si perde la possibilità di rimborso?

Assolutamente no, lo recuperiamo noi e andiamo avanti ugualmente con la procedura.

Se la risoluzione è positiva, dopo quanto tempo il cittadino riceve le somme che gli spettano?

Il tempo è variabile, i più fortunati possono riceverlo anche nel giro di 40-60 giorni. Le tempistiche variano in base al tempo impiegato dalla banca per inviare la sua risposta. È normale che se il reclamo va a buon fine i tempi sono più brevi, se poi è necessario fare ricorso all’ABF i tempi si allungano.

In generale quant’è la somma media del rimborso del quinto per ogni consumatore?

Noi calcoliamo tra i 1500-1600 euro, una somma che varia in base agli oneri che erano stati inseriti nel contratto.

Ma chi ne ha diritto nello specifico?

Milioni di persone, possono chiedere il rimborso tutti coloro che hanno estinto anticipatamente negli ultimi 10 anni una cessione del quinto o una delega di pagamento. Sono per lo più pensionati, tutti i dipendenti pubblici e di grandi aziende perché sono soprattutto loro che scelgono la cessione del quinto come metodo di prestito.

Quante persone ad oggi siete riuscite ad aiutare?

Più di 10 mila persone hanno ottenuto grazie al nostro supporto il rimborso del quinto.

Se vuoi approfondire l’argomento ti consigliamo il sito di Rimborso del Quinto.

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Articolo in collaborazione con: RDQ Consulting