Relazioni difficili: come gestire il silenzio di un passivo-aggressivo?

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Ci sono casi in cui il silenzio è d’oro, altri in cui la mancanza di comunicazione diventa l’arma preferita di personalità controverse. I passivi-aggressivi infatti tendono a utilizzare il silenzio come strumento per accentrare tutti gli sforzi del proprio partner su se stessi, annullando i bisogni dell’altro e facendo sì che l’altro provi dei sensi di colpa. Come uscire da queste dinamiche tossiche? Come gestire il silenzio di un passivo-aggressivo? Scopriamolo insieme.

Il silenzio come arma

Ci sono occasioni in cui il silenzio è sinonimo di educazione e intelligenza. Se si ricevono consigli non richiesti o commenti che travalicano i confini della privacy, decidere di non rispondere a tono è un modo elegante per evitare che la discussione degeneri in una lite.

Tacere ci permette di prenderci il gusto tempo per analizzare lucidamente le situazioni difficili e soppesare meglio le nostre reazioni.

Ci sono però personalità che utilizzano il silenzio come arma. Stiamo parlando di chi assume un comportamento passivo-aggressivo, un modo di di esprimere sentimenti negativi e di rabbia per sottrazione. Cosa significa esattamente? Queste persone tendono a non reagire, a non arrivare al confronto, a sparire senza un vero e proprio motivo per cercare di ottenere la totale attenzione degli altri.

Questa non-azione spinge le altre persone coinvolte a provare sensi di colpa, a focalizzarsi esclusivamente sui problemi del passivo-aggressivo a discapito delle proprie necessità.

Come gestire i comportamenti di un passivo-aggressivo?

Quando si convive o si ha a che fare con una persona passiva-aggressiva, la tentazione di compensare i suoi silenzi è forte ma non c’è niente di più sbagliato. Così facendo, non faremmo altro che cadere nella sua trappola, entrando in una spirale di dinamiche tossiche di controllo e dipendenza psico-emotiva. Sforzandoci di reprimere il nostro “istinto da crocerossina”, dovremmo riuscire a smettere di lavorare per 2 nella coppia.

Se il nostro partner risponde con il silenzio, sparisce o tiene il muso per giorni, non tentiamo di andargli incontro chiedendo cosa non va o come rimediare. 

Invece di cadere nella sua rete, facciamogli capire che questo gioco non funziona. Per gestire i comportamenti di un passivo-aggressivo, rispondiamo prendendoci a nostra volta del tempo. Mantenere un distacco non significa attuare la dinamica del “dente per dente” ma dimostrare al passivo-aggressivo che la sua tecnica non lo condurrà all’effetto sperato. Sì, perché è bene ricordare che questo tipo di atteggiamento non è un attacco personale. Le persone che utilizzano il silenzio come arma, lo fanno per mascherare problemi di autostima e insicurezza.

Facciamogli dunque capire che così non funzione e poi, dopo aver fatto passare del tempo, affrontiamo la questione con decisione. Scardinare certe dinamiche non è facile, ma provarci è il primo passo. Sicuramente uno scossone di questo tipo li indurrà a farsi delle domande e, se siamo fortunati, innescheremo il cambiamento.

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