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Possiamo imparare a stare soli e, con il tempo, imparare a bastarci. Inutile negarlo però, gli esseri umani sono animali sociali e la ricerca di una relazione stabile e serena è un desiderio che in qualche modo ci appartiene. Ma allora per quale motivo anche donne e uomini brillanti possono inciampare in relazioni sbagliate e fallimenti?

Perché ci innamoriamo?

Ogni essere umano è alla ricerca di relazioni. Che siano di amicizia o d’amore, l’uomo è stato “programmato” da madre natura per vivere a contatto con i suoi simili. A differenza degli altri animali, che lo fanno principalmente per protezione del branco e conservazione della specie, nell’uomo entrano in gioco anche fattori emotivi complessi.

Non cerchiamo amicizie solo per sentirci protetti, ma anche per soddisfare i nostri desideri di complicità, per allargare la nostra famiglia biologica a una cerchia di persone affini caratterialmente. E così non ricerchiamo un partner solo per procreare, ma anche e soprattutto per appagare i nostri desideri sessuali e di affinità emotiva, per trovare un complice con il quale crescere.

L’innamoramento è un meccanismo difficile da spiegare perché si compone di elementi biologici, neurologici e psicologici. Molto dipende dall’attrazione fisica e mentale, ma altrettanto importante è la ricerca del nostro ideale d’amore. Una speranza, una promessa, un desiderio di sentimento che plasmiamo nel nostro inconscio sulla base delle nostre esperienze, in particolare grazie all’imprinting genitoriale, e che proiettiamo sull’altro.

Da dove nascono le relazioni sbagliate?

Possiamo dividere il vasto mondo delle relazioni sbagliate in 2 grandi famiglie. La prima riguarda le situazioni più gravi e pericolose, quelle nelle quali il partner si rivela ossessivo o violento, asfissiante o prevaricatore. Sono relazioni tossiche dalle quali è fondamentale uscire il prima possibile per preservare il proprio benessere fisico e mentale. 

Oltre a queste situazioni di pericolo però, c’è una seconda vastissima categoria che riguarda tutte quelle relazioni che, semplicemente, a un certo punto entrano in crisi e finiscono. In questi casi la colpa non è necessariamente dell’altro, anzi. L’origine della maggior parte delle relazioni sbagliate è la tendenza a proiettare il nostro ideale d’amore sull’altro, senza renderci conto che stiamo alimentando i nostri sentimenti con una visione del partner illusoria ed edulcorata.

Quando ci innamoriamo tendiamo a vedere solo il bello dell’altro e soprattutto a proiettare su di esso tutte quelle che sono le nostre aspettative. Il nostro cervello inizia a fantasticare, costruendo un futuro ipotetico che non è validato dall’altro, ma nel quale noi riponiamo una fiducia cieca.

Il fallimento come opportunità

Quando il sogno si infrange su un partner che non è necessariamente pessimo, ma che semplicemente non corrisponde al nostro ideale, cosa possiamo fare? La risposta più saggia sarebbe terminare la relazione e far tesoro dell’esperienza ma la realtà è ben diversa. Sì, perché la maggior parte di noi, invece di ammettere di essersi fatto trasportare da un’illusione, si ostina a cercare di plasmare il partner ad immagine e somiglianza del proprio ideale.

Il risultato? Tanta fatica sprecata, tensioni e dolore. Arriviamo addirittura a pensare che la colpa sia nostra, che ci meritiamo un partner che non ci soddisfa, che in fondo forse l’amore per come ce lo immaginiamo non esiste. Ma la verità è una sola: quando una relazione sbagliata finisce la colpa non sta mai solo da una parte. L’uomo o la donna sbagliati non sempre esistono. Siamo umani e per questo imperfetti. 

La grande sfida che ci lanciano le relazioni sbagliate è quella di crescere imparando ad ascoltarci. Analizzati a mente fredda, i nostri fallimenti amorosi ci permettono di capire molto di noi, di cosa abbiamo bisogno e cosa invece dovremmo per sempre allontanare dalla nostra vita. 

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